Isolamento termico pilastri acciaio-architravi

Isolamento termico pilastri acciaio-architravi
pilastri in ferro sagomati da rivestire in legn laccato decape per esterno

Isolamento termico pilastri acciaio-architravi

Isolamento termico pilastri acciaio-architravi, spesso si sottovaluta e si pensa erroneamente che riempire un pilastro a tubolare in ferro di isolante possa in qualche modo  eliminare i ponti termici  senza pensare che il ferro stesso determina il ponte termico per cui è neccessario isolare su tutto il perimetro esterno .

Isolamento termico pilastri acciaio-architravi e creazione della nuova immagine

Dovevano rivestire i pilastri in acciaio con un materiale naturale che avesse proprietà di isolamento termico naturali per eliminare il sicuro effetto condensa che si sarebbe avuto mettendo i serramenti che avrebbero racchiuso l’ambiente creando due climi diversi tra quello interno riscaldato e quello esterno naturale per cui nel periodo autunno inverno avrebbe dato degli scompensi con i ponti termici, l’architetto conscio delle problematiche che si sarebbero create voleva trasformare il problema in una opportunità, risolvendo l’isolamento termico pilastri acciaio-architravi in calcestruzzo creando un’immagine risolutiva ed accattivante con una boiserie  da fare in falegnameria utilizzando il legno okumè per le sue caratteristiche di resistenza all’acqua, sia massello che multistrato dandogli un aspetto spazzolato evidenziando le venature del legno e successivamente colorandolo con un colore simile alla pavimentazione leggermente più scuro.

Isolamento termico pilastri acciaio-architravi A Opera (Milano)
Una delle dime in legno per poter realizzare il rivetimento dei pilastri

Creazione delle dime

Rivestire i diversi elementi con il legno può assimilarsi ad una speciale boiserie preparata in falegnameria che rivesta la struttura sottostante interponedo un isolante termico ad alta densità, il rivestimento esterno colorato si comporta come una boiserie dando una nuova immagine sia alla facciata che all’ambiente interno, le dime realizzate e provate sul posto servono per realizzare tutti gli elementi del rivestimento con la maggiore precisione possibile .

Eliminazione ponti termici secondari

A completare l’eliminazione dei ponti termici dobbiamo concentrarsi sulle soglie in pietra dove saranno appoggiati i serramenti di pvc e sarà da intervenire sul perimetro dei pilastri in ferro dove le soglie sono in aderenza al pilastro i ferro per cui è necessario distanziarle di almeno 2 cm ed inserire un isolante termico, poi è da notare che la soglia è unica e dovrebbero essere due distaccate di almeno cm 2 con inserito un isolante termico per separare le due parti .

 

Creocasa Milano una risposta a tutte le vostre esigenze

2 Comments

  • Piero Mapelli

    9 Ottobre 2015 - 09:56

    La mia azienda opera nel campo delle deumidificazioni murali dal 1970, la principale nostra attività è la bonifica della risalita capillare ai piani terra.
    Nei mesi invernali vengo bombardato da richieste con il problema della condensa nelle case per la comparsa della muffa, debellare questo fenomeno non è semplice ,secondo la mia esperienza su internet è un totale caos , troppe confusioni per chi ha questo problema.
    Un esempio classico è quello di eseguire un intervento con il cappotto, questo va molto bene nelle case ai piani alti e alla case che non abbiano il fenomeno della risalita capillare nei muri ai piani terra.
    Nei casi di case vecchie con il problema della risalita capillare bisogna tenere ben presente che applicando un cappotto esterno al muro l’acqua accumulata nel tempo da sfogo all’interno delle abitazioni, infatti l’acqua nel muro aumenta notevolmente e a dismisura nel muro rendendo i locali ancora più malsani.
    Il mio consiglio è quello di verificare questi problemi con strumenti adeguati prima di consigliare qualsiasi tipo di intervento, affidarli a professionisti capaci e che abbiano l’esperienza maturata sul campo.
    Piero Mapelli

  • Gaetano Grasso

    10 Ottobre 2015 - 15:04

    Penso che abbia perfettamente ragione e prima di intervenire, è sempre opportuno misurare le percentuali di umidità all’interno della muratura ed eventualmente in presenza dell’umidità intervenire per bloccarla, in effetti esistono diversi tipi di interventi:chimini e meccanici bisogna scegliere il migliore poi una volta asciugata l’umidità è neccessario bloccarla al di sotto della barriera con una fascia impemeabile per non avere un ponte di umidità, col nuovo intonaco da fare assolutamente in sola calce facendo cosi respirare la muratura previo lavaggio desalinizzante della stessa, già così una volta asciugata la muratura migliora l’isolamento il suo termico , un esempio banale prendendo un tegame con uno straccio umido ci si scotta, con uno asciutto no. Se è neccessario aumentare l’isolamento termico, col cappotto si possono utilizzare dei pannelli in fibra di vetro, con fibre orientate e la finitura finale con rasanti silanici tale pacchetto fa respirare la muratura al pari di un intonaco in calce, grazie di avermi scritto e dato l’opportunità di scambiare quattro chiacchere con una persona competente distinti saluti
    Gaetano Grasso di Creocasa Milano

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